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In questa pagina vi parlerò di alcuni tra i libri che ho letto e che penso sia bello sottoporlo all’attenzione dei lettori del sito. Libri non necessariamente recenti: sono un lettore esigente e curioso, attento soprattutto a quei libri che parlano all’uomo. Ve ne segnalo alcuni, nella speranza che possiate coglierne il buono e che possa stimolare la vostra curiosità.

Il libro di Marco Balzano si ispira alla storia del paese di Curion: i fatti risalgono alla seconda guerra mondiale quando il governo fascista decise di costruire una diga in quello che a tutt’oggi è il Lago di Resia.

L’autore racconta con particolare attenzione le controverse vicende storiche con alcuni personaggi inventati per esigenze narrative.

È un libro ben scritto, dove il lettore non deve perdere neanche una parola e verrà rapito dalla storia narrata con ritmo e intensità. Ciò che noi vediamo oggi del Lago di Resia, un campanile che spunta improvvisamente dall’acqua, è ciò che resta di una tragica vicenda che ha visto morte, distruzione e cancellazione della storia di un intero paese. Dietro a questa attrazione per turisti c’è molto da scoprire e probabilmente ancora molto da chiarire.

 

“Anche le ferite che non guariscono prima o poi smettono di sanguinare. La rabbia, persino quella della violenza inflitta, è destinata come tutto a slentarsi, ad arrendersi a qualcosa di piú grande di cui non conosco il nome. Bisognerebbe saper interrogare le montagne per sapere quello che è stato”.

 

“Nessuno può capire cosa c’è sotto le cose. Non c’è tempo per fermarsi a dolersi di quello che è stato quando non c’eravamo”

Per gli appassionati del Commissario Montalbano, imperdibile questa ultima indagine, volutamente scritta dal genio di Andrea Camilleri come ultimo episodio di una lunga serie.

Inutile che io stia qui a raccontarvi la vicenda, essendo un giallo non posso certo svelarvi il finale, piuttosto mi ha colpito l’intreccio tra l’Autore che da Roma chiama il commissario Montalbano a Vigata per discutere il finale dell’indagine e quest’ultimo in conflitto con lo stesso personaggio televisivo. Camilleri e Montalbano appaiono un po’ stanchi, all’epoca della stesura del testo Camilleri aveva appena compiuto ottanta anni; stanchi ma non per questo meno brillanti.

L’intervento in prima persona dell’Autore ricordano al lettore che in fondo Montalbano è un personaggio inventato, una sua creatura con cui lui stesso si trova a dibattere. Sono convinto che per molti appassionati come me, Montalbano, Fazio, Augello, Catarella, Livia, il dott. Pasquano, il piemme Tommaseo e il “signori e guestori” sono personaggi che abbiamo immaginato reali.

L’ultima indagine di Montalbano lascia inevitabilmente un po’ di malinconia nel lettore che deve salutare - ancora una volta con affetto e con un sorriso - il commissario più amato e atteso.

 

«Me la levi ’na curiosità?» dimannò Montalbano.

«A disposizioni».

«Com’è che nell’autri romanzi tu non comparivi mai, e in questo mi veni a scassare i cabasisi ogni cinco minuti?».

«Lo faccio contro i miei principi e solo per generosità, perché ti voglio aiutare. Mai come all’inizio di questa storia mi eri parso sbalestrato, in affanno. E ti ripeto: complimenti»

Appassionante e ricco di stimoli si è rivelata la lettura del libro di Enrico Galiano “Dormi stanotte sul mio cuore”. Potrebbe essere un libro indirizzato ad un pubblico giovane, in realtà è adatto a tutte le età.

Narra la storia di una bambina, Mia, che ha un legame speciale con suo fratello adottivo, arrivato dal nulla e così altrettanto misteriosamente sparito per una vicenda oscura che fa da sfondo alla narrazione. È la storia di una ricerca, di un legame che sa superare il tempo, lo spazio, i limiti umani e soprattutto i pregiudizi.

È un libro ben scritto, forse leggermente lungo e con un finale che non rispetta le attese, ma l’ho trovato molto interessante sotto diversi profili.

Bello anche il dialogo tra Mia e Margherita, la sua anziana ex maestra della scuola elementare dotata di un quadernino con tante piccole verità che la saggia insegnante cita al momento opportuno.

 

“Forse è questo che la gente non sa: che i film muti non sono davvero muti.

I film muti parlano, parlano tantissimo, solo che parlano le parole delle mani, degli sguardi, dei capitomboli, delle sopracciglia che si alzano e delle labbra che si stringono, o aprono, o piegano. Essere un film muto in un mondo di film a colori è sentirti dire continuamente che non parli mai e, invece, parlare sempre, tacere forse con le parole ma non tacere in effetti mai, proprio mai, perché parli una lingua diversa: quella che ti si scrive addosso, sugli occhi, sulle braccia, sulla faccia, sulle mani”

 

“Perché il regalo più grande che possiamo fare a qualcuno è raccontare qualcosa di vero, qualcosa di nostro, un pezzo di noi: un bacio, e perfino il sesso, sono poca cosa in confronto a ciò che se ne sta nascosto nel cuore e che nessuno sa”